Finita la settimana di intenso lavoro, Venerdì sera dopo cena, sono partito per raggiungere gli amici e colleghi piloti alla seconda ed ultima parte dello stage di volo a vela a Masera.
Svegliati presto, l'entusiasmo é stato subito calmato dalla grigia copertura che rendeva il cielo uniforme, ma dopo la colazione siamo comunque andati in aeroporto a preparare gli aerei in attesa di un'eventuale evoluzione migliorativa della giornata.
In compagnia comunque non é stato difficile far trascorrere un po' di tempo, consultando di tanto in tanto il rapportino automatizzato che consente di ottenere informazioni sul vento a terra e che strappa sempre un sorriso dovuto alla particolare pronuncia del messaggio. Lo strumento é stato installato perché tipicamente al mattino l'aria é calma ma con l'evolvere della giornata, in special modo al pomeriggio, la conformazione della valle alimenta un vento più o meno costante che arriva a superare i 14 nodi con provenienza da sud. I piloti sono così in grado di conoscere in qualunque momento direzione e intensità del vento che si può trovare all'atterraggio. La comunicazione si avvia premendo per quattro volte consecutive il pulsante della portante radio sulla frequenza dell'aereoporto di Masera. Una voce comunica i dati rilevati con un messaggio che recita più o meno così: "Aviosuperficie di Masera, vento proveniente da sud-sud-ovest, otto nödi".
Passate le 16:00 e visto che le condizioni meteo non promettevano di fare nulla più che una semplice planata, e dopo essermi consultato con i responsabili del 'secondo periodo' ho colto l'occasione per far provare l'esperienza di un volettino tranquillo alla mia ragazza, che a causa di una particolare sensibilità alle accelerazioni era preoccupata di non sentirsi bene. Dopo un briefing sul volo e sulle eventuali manovre di emergenza, siamo saliti a bordo del D-2153 (ASK-21). Alle 16:48 é giunto il momento del decollo, con sgancio a 750m.
Inaspettatamente, poco dopo lo sgancio il variometro ha cominciato ad indicare valori positivi. Probabilmente questo effetto era dovuto alla confluenza di aria fredda proveniente dalla valle di Bognanco. La salita arrivava a sfiorare i 3 metri al secondo, ma a nonappena ho provato ad effettuare una virata per mantenermi nell'area di maggior ascendenza, e nonostante fosse molto ampia e poco inclinata, questa ha avuto effetto sul passeggero, così ho dovuto raddrizzare l'aereo. Ho provato anche a seguire un percorso a forma di un grande "8" con larghissime virate e incrociando le traiettorie nella zona di maggior ascendenza, una tecnica che tipicamente non consentirebbe di guadagnare quota in modo apprezzabile proprio per l'ampiezza complessiva, ma che in quella circostanza mi ha permesso di guadagnarne comunque 100m. Purtroppo ho dovuto abbandonare anche questa tecnica in quanto le ha causato lo stesso un po' di ansia. Ho così deciso di proseguire nel volo evitando tutte le ascendenze incontrate, con ampissime virate, planando verso l'atterraggio, avvenuto dopo circa 20 minuti.
Non soddisfatto del volo effettuato, e con un po' di amaro in bocca per aver dovuto evitare le ascendenze, sebbene inaspettate, ho cercato di tornare nuovamente in volo, ed ho avuto l'opportunità di farlo insieme a Piero Magnaghi sul D-2155 (ASK-21). Alle 17:44 siamo decollati con sgancio a 1250m all'imbocco della Val Vigezzo.
Terminata la fase di traino abbiamo subito cominciato a cercare qualche appoggio sul lato nord della valle. Purtroppo non c'era nemmeno un movimento di aria. Tutto estremamente tranquillo. Abbiamo così deciso di tornare indietro, costeggiando le montagne e sondando la situazione lungo tutta la fascia senza però ottenere alcun risultato. Abbiamo provato ad attraversare la valle per cercare un minimo di dinamica sulla montagna ad ovest di Domodossola, ma anche qui non vi era nulla che ci facesse guadagnare quota. A questo punto ho provato a sondare il centro della valle, nella zona dove avevo trovato alcune ascendenze nel volo precedente, poco distanti dall'aeroporto.
Ormai a 400 metri di altezza e in procinto di atterrare ho trovato il cosiddetto "zerino", cioé una debolissima ascendenza che nonostante non ci permettesse di salire, ci manteneva in aria. Nel frattempo Piero ha notato che anche Ercole (Zio) Rossi era in volo e stava seguendo il percorso che avevamo già sperimentato noi pochi minuti prima. Sorridendo, e vedendo che non perdevamo quota, mi ha detto: "Resisti, vedrai che tra poco li troveremo qui sotto di noi e cercheranno a tutti i costi di non atterrare prima di te!". Di fatti, dopo pochi minuti arriva la comunicazione radio con tono scherzoso effettuata dallo Zio, in volo sul Duo Discus: "Vedo un aliante laggiù in basso...".
Piero mi stava incitando in tutti i modi a non perdere quota, e io cercando di pilotare nel modo più delicato possibile (per ridurre le resistenze aerodinamiche) e cercando di "sentire" il comportamento dell'aria in funzione delle reazioni dell'aereo, cercavo di rimanere nell'area che ritenevo ottimale, mantenendomi tra i 400 e i 450m. Dopo una decina di minuti, come previsto da Piero, ecco il Duo Discus volare nella nostra zona, leggermente sotto di noi, il che fa scatenare la sua ironia portandolo a inviargli (sorridendo) il messaggio radio: "ma chi c'é su quell'aliante li in basso?". A questo punto si era innescata un'implicita competizione nel cercare di resistere in volo e non cedere per primi, durata diverse decine di minuti. Ormai mancava poco alle 19:00 e anche questa lieve confluenza cominciava a spegnersi. Per la maggior esperienza dello Zio, forse per il peggior rapporto di planata dell'ASK-21 rispetto al Duo Discus, e forse perché comunque era giusto così, raggiunti i 350m di quota ho deciso di atterrare prima io, dirigendomi verso la prenotazione e seguendo tutta la procedura conclusasi alle 18:56. Il volo é durato 1 ora e 12 minuti, e nonostante non ci sia stata la possibilità di allontanarsi, é stato divertente e molto soddisfacente. Lo Zio é atterrato subito dopo di me, regalandoci un bellissimo spettacolo: un passaggio a bassa quota che ci ha consentiti di ammirare più da vicino il volo dell'aliante, silenzioso se non per un lieve e inconfondibile "fischio" generato dai movimenti dell'aria intorno alle ali.
Dopo aver sistemato tutti gli aerei per la notte, é seguita la cena e una allegra serata in compagnia. Prima di dormire io e altri tre ragazzi abbiamo anche fatto uno scherzetto goliardico ad un'ignaro pilota assonnato che ci ha fatti ridere per diversi minuti ma che per ora non posso anora svelare, dopo di che siamo andati a letto nella speranza di trovare la giornata seguente più favorevole. Purtroppo non é stato così: una intensa copertura ha reso le condizioni metereologiche ancora peggiori. Dopo la colazione siamo andati lo stesso all'aereoporto ma, a parte qualche breve voletto di altri piloti, l'attività é stata molto ridotta. A metà pomeriggio l'approssimarsi di un temporale ci ha fatti decidere di riportare gli aerei a Calcinate e terminare così lo stage.
In conclusione devo dire che é stata sicuramente un'ottima iniziativa, personalmente l'ho trovata utile e istruttiva, anche se chi aveva già partecipato alle edizioni precedenti probabilmente non é della mia stessa opinione in quanto suppongo che ci si aspettava di trovare condizioni migliori e fare voli più interessanti. Vivere due weekend in mezzo alla natura, in piena estate, tra piloti ma anche amici, ha creato un'atmosfera che ha reso tutto piacevolissimo.
Vorrei ringraziare ogni persona che ha contribuito all'evento: l'
A.C.A.O., lo staff del "secondo periodo" (in particolare Ercole "Zio" Rossi e Piero Magnaghi), l'Aeroclub Valdossola che ci ha ospitati, Luigi Bravi che ci ha fatto compagnia e trainati in cielo per tutti e quattro i giorni, Giuliano Provera (alias Giuliano Torre) che nei giorni in cui era presente ha fornito un servizio informazioni radio eccellente, tutti coloro che hanno partecipato con la loro presenza, e tutti coloro che mi sono dimenticato di nominare (scrivetemi!).