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    <title>il weblog di Aga (Paolo Agazzone) - Salute</title>
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    <description>blog.agazzone.it - i miei pensieri, esperienze e farneticazioni.</description>
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    <pubDate>Sat, 27 Feb 2010 14:48:00 GMT</pubDate>

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    <title>I grassi idrogenati</title>
    <link>http://blog.agazzone.it/archives/2010/02/26/216-I-grassi-idrogenati.html</link>
            <category>Alimentazione</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Paolo Agazzone)</author>
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    &lt;!-- s9ymdb:148 --&gt;&lt;img width=&quot;179&quot; height=&quot;230&quot; style=&quot;float: left; border: 0px; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; src=&quot;http://blog.agazzone.it/uploads/io_dico_no_pericolo.blogThumb.jpg&quot; alt=&quot;Io dico no!&quot; /&gt;Nonostante siano stati fatti parecchi studi sugli effetti nocivi dei grassi idrogenati (chiamati anche &lt;em&gt;grassi trans&lt;/em&gt;) sulla salute, mi stupisco come le aziende produttrici nel settore alimentare continuino ad utilizzarli ed inserirli tra gli ingredienti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché fanno male? Non mi dilungo in lunghe spiegazioni, chi è interessato ad approfondire può trovare tantissime risorse online (allego per comodità alcuni link: &lt;a href=&quot;http://www.google.it/search?q=grassi+idrogenati&quot; title=&quot;Ricerca su Google di: &quot;grassi idrogenati&quot;&quot;&gt;ricerca su Google&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.dietabit.it/alimentazione/grassi-idrogenati.html&quot; title=&quot;Articolo sui grassi idrogenati&quot;&gt;Dietabit dieta e salute&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.cibo360.it/alimentazione/chimica/macronutrienti/lipidi/grassi_trans.htm&quot; title=&quot;Articolo sui grassi idrogenati&quot;&gt;Cibo 360&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/margarina.htm&quot; title=&quot;Articolo sui grassi idrogenati&quot;&gt;il sito di Roberto Albanesi&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.albanesi.it/Alimentazione/transfattyacid.htm&quot; title=&quot;I grassi idrogenati (trans)&quot;&gt;altro articolo molto approfondito di Roberto Albanesi&lt;/a&gt;). Gli effetti di maggior rilievo sono: aumento del rischio cardiovascolare, diminuizione dell&#039;efficienza nella risposta immunitaria e alterazione della costituzione delle membrane cellulari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non penso che le industrie alimentari ignorino questi effetti e mi chiedo dove trovano il coraggio di continuare a somministrare queste sostanze ai loro clienti. Ho scritto questo articolo perché nonostante presto sempre moltissima attenzione nel fare la spesa, mi é capitato di trovarmi in casa un prodotto contenente grassi idrogenati (che ho cestinato) a causa di eccesso di fiducia verso un marchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In passato ho acquistato il preparato per la cioccolata Cameo Ciobar e qualche giorno fa, al supermercato, ho trovato a fianco il preparato per la cioccolata bianca. Incuriosito dal provarla ho acquistato una confezione. Non ho controllato subito gli ingredienti perché ho dato per scontato che essendo dello stesso produttore ed essendo un articolo simile, i grassi idrogenati non ci sarebbero dovuti essere. Maneggiando la scatola mentre la stavo già preparando, mi è caduta l&#039;attenzione sugli ingredienti e colto da delusione l&#039;ho buttata. Da qui è derivato il desiderio di scrivere questo articolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per policy ho deciso di non comprare più prodotti, anche se non contengono grassi idrogenati, di aziende che ne commercializzano altri che li contengono. Mi sembra una mancanza di etica: se fossi un produttore non avrei il coraggio di somministrare alimenti così scadenti alla gente. Ad aggravare la posizione è la considerazione che questi sono anche la fonte del mio reddito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mio consiglio: quando fate la spesa, controllate ogni cosa. La prima volta, è vero, ci vorrà moltissimo tempo, ma dopo aver capito cosa comprare e cosa no, le volte successive il procedimento sarà decisamente più rapido, dovendo analizzare solo i prodotti &quot;nuovi&quot;.  
    </content:encoded>

    <pubDate>Fri, 26 Feb 2010 02:12:52 +0100</pubDate>
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    <title>La soddisfazione di essere Vegetariano</title>
    <link>http://blog.agazzone.it/archives/2008/01/26/115-La-soddisfazione-di-essere-Vegetariano.html</link>
            <category>Salute</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Paolo Agazzone)</author>
    <content:encoded>
    Sono vegetariano da quasi 14 anni, e fino ad oggi questa scelta rappresentava per me solo una soddisfazione personale. Non trovo giusto essere responsabile della vita degli animali solamente per il piacere del gusto della loro carne, appurato che posso vivere bene facendone a meno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi mi sento ancora più orgoglioso di questa scelta, poichè a quanto pare l&#039;allevamento di animali destinati alla produzione di carne ha un grosso impatto a livello ambientale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riporto alcune parti salienti da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/ambiente/bistecca-terra/bistecca-terra/bistecca-terra.html&quot; title=&quot;Articolo su La Repubblica - Carne e ambiente&quot;&gt;un articolo su La Repubblica&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;La bistecca fa male alla Terra, l&#039;effetto serra ci cambia la dieta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[...]&lt;br /&gt;
Queste vere e proprie catene di montaggio della carne, che partono dalle fattorie, consumano quantità smisurate di energia, inquinano l&#039;acqua e i pozzi, generano significative quantità di gas serra, e richiedono sempre più montagne di mais, soia e altri cereali, un fatto che ha portato alla distruzione di vaste aree delle foreste pluviali tropicali.&lt;br /&gt;
[...]&lt;br /&gt;
Uno studio dello scorso anno dell&#039;Istituto nazionale di scienze dell&#039;allevamento in Giappone ha stimato che ogni taglio di carne di manzo da un chilogrammo è responsabile dell&#039;equivalente in termini di diossido di carbonio alle emissioni di una vettura media europea ogni 250 chilometri circa e brucia l&#039;energia sufficiente a tenere accesa per 20 giorni una lampadina da 100 watt.&lt;br /&gt;
[...]&lt;br /&gt;
Benché circa 800 milioni di persone di questo pianeta soffrano la fame o siano affette da malnutrizione, la maggior parte dei raccolti di mais e soia coltivati finiscono a nutrire bestiame, maiali e galline. Ciò avviene malgrado un&#039;implicita inefficienza: per produrre le stesse calorie assimilate tramite il consumo di carni di bestiame allevato e il consumo diretto di cereali occorrono da due a cinque volte più cereali&lt;br /&gt;
[...]&lt;br /&gt;
&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://blog.quintarelli.it/blog/2008/01/chi-non-mangia.html&quot; title=&quot;Povero o Vegetariano?&quot;&gt;Ne parla anche Stefano Quintarelli&lt;/a&gt; nel suo blog, dove evidenzia come l&#039;evoluzione culturale ed economica portino a variare la considerazione di chi non mangia carne da &quot;Povero&quot; a &quot;Vegetariano&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eco Alfabeta riporta una serie di articoli riguardanti diversi studi sulle problematiche sulle abitudini di alimentazione: cosa succederebbe &lt;a href=&quot;http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2008/01/se-la-cina-diventa-carnivora.html&quot; title=&quot;Se la Cina diventa carnivora su Eco Alfabeta&quot;&gt;se i cinesi diventassero carnivori&lt;/a&gt;? E riguardo alla &lt;a href=&quot;http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2008/01/la-catastrofe-del-merluzzo-nel-nord-atlantico.html&quot; title=&quot;Catastrofe del merluzzo nel Nord Atlantico, su Eco Alfabeta&quot;&gt;catastrofe dei merluzzi del Nord Atlantico&lt;/a&gt; causata dall&#039;industria alimentare? Infine alcune interessanti considerazioni sulla &lt;a href=&quot;http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2008/01/percorsi-di-decrescita-3-la-cesta-di-verdura.html&quot; title=&quot;La cesta di verdura, su Eco Alfabeta&quot;&gt;cesta di verdure biologiche&lt;/a&gt;, che sebbene leggermente diversa da quella descritta nell&#039;articolo, tanto somiglia a ciò che acquisto abitualmente.  
    </content:encoded>

    <pubDate>Sat, 26 Jan 2008 22:58:00 +0100</pubDate>
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    <title>All'Università del Minnesota ricostruiscono un cuore animale</title>
    <link>http://blog.agazzone.it/archives/2008/01/14/103-AllUniversita-del-Minnesota-ricostruiscono-un-cuore-animale.html</link>
            <category>Salute</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Paolo Agazzone)</author>
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    Grazie alle ricerche sulle cellule staminali, in Minnesota, sono riusciti a ricostruire un cuore di un topo, privato in precendenza del tessuto muscolare, fino a farlo tornare a battere. Sul loro sito è &lt;a href=&quot;http://www1.umn.edu/umnnews/Feature_Stories/Researchers_create_a_new_heart_in_the_lab.html&quot; title=&quot;I ricercatori creano un nuovo Cuore all&#039;UMN&quot;&gt;pubblicato l&#039;articolo (in inglese)&lt;/a&gt; con i dettagli degli esperimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scienziati sono molto ottimisti sulla possibilità di rigenerazione degli organi per i pazienti che necessitano di trapianti, e confidano nel fatto che rigenerandoli con le loro stesse cellule si riducano drasticamente le eventualità di rigetto.  
    </content:encoded>

    <pubDate>Mon, 14 Jan 2008 21:54:00 +0100</pubDate>
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    <title>Il WiFi fa davvero male?</title>
    <link>http://blog.agazzone.it/archives/2008/01/08/97-Il-WiFi-fa-davvero-male.html</link>
            <category>Salute</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Paolo Agazzone)</author>
    <content:encoded>
    &lt;!-- s9ymdb:64 --&gt;&lt;img width=&quot;230&quot; height=&quot;94&quot; style=&quot;float: left; border: 0px; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; src=&quot;http://blog.agazzone.it/uploads/logo_wi_fi.blogThumb.png&quot; alt=&quot;WiFi Logo&quot; /&gt;Nei giorni scorsi si è sentito parlare di alcuni isterismi partiti dall&#039;Inghilterra riguardanti i presunti disturbi che gli access point WiFi possono indurre all&#039;organismo umano (nausea, vertigini, insonnia ed altro). Queste voci infondate hanno fatto spegnere access point in molti luoghi pubblici e di recente il sindaco di Parigi li ha fatti disattivare in 4 biblioteche. Questo suo provvedimento è esattamente contrario all&#039;iniziativa che è stata promossa alcuni mesi fa (Paris Digital City) il cui scopo è quello di dotare Parigi di una rete municipale estesa, la più grande di Europa con 225 hot spot.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho parlato di isterismi in quanto il fatto che il WiFi possa causare tali malesseri è fantascienza. Le emissioni di un access point WiFi sono molto inferiori a qualsiasi telefono cellulare. L&#039;intensità delle onde elettromagnetiche si misura in volt/metro. Le normative prevedono un massimo di 6 volt/metro per esposizioni prolungate e un massimo di 20 volt/metro per esposizioni inferiori a 4 ore al giorno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intensità delle onde elettromagnetiche diminuisce con l&#039;aumentare della distanza dal punto di emissione (l&#039;antenna). Un cellulare UMTS (emissione massima di 1 watt), mentre lo teniamo vicino all&#039;orecchio, causa un&#039;irradiazione all&#039;interno delle nostre teste di circa 60 volt/metro. A 1 metro di distanza queste radiazioni ci colpirebbero con l&#039;intesità di 6 volt/metro. Un access point, che può trasmettere con una potenza massima tra i 40 e i 60 milliwatt (0,04 - 0,06 watt), e trasmette ad una frequenza molto simile a quella dei telefoni cellulari, crea un campo elettrico che a 1 metro di distanza misura massimo 1,7 volt/metro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riguardo alle frequenze, gli access point WiFi trasmettono a 2,4Ghz. I telefoni UMTS utilizzano frequenze comprese tra 1,8 e 2,2Ghz, quindi sempre microonde. Però nessuno si lamenta di essere vittima di disturbi per colpa del telefono che abitualmente teniamo a contatto del corpo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spegnere un access point in una biblioteca frequentata da persone, ognuna delle quali ha quasi sicuramente almeno un telefono cellulare in tasca, ognuno dei quali trasmette ad una potenza molto più elevata dell&#039;access point stesso è tanto inutile quanto assurdo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre nessuno pensa che molti apparati wireless che si usano abitualmente (tra cui radiocomandi dei giocattoli, rice/trasmettitori audio/video, e tutta una serie di strumenti) utilizzano proprio le stesse frequenze degli access point. In realtà esistono tantissimi dispositivi ed apparati radio che trasmettono con potenze nettamente maggiori, e si polemizza sulla forse unica tecnologia di trasmissione radio veramente a bassissima potenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La paura delle onde elettromagnetiche, in molti comuni, ha obbligato gli operatori mobili a realizzare impianti (le stazioni base, con le antenne) lontano dai centri abitati, ai bordi delle periferie. Quegli apparati, per poter fornire copertura radio a tutto il territorio devono di conseguenza trasmettere con potenza maggiore. Se ognuno di noi avesse una micro-antenna sul tetto di ogni casa, il campo elettromagnetico sarebbe invece più uniforme e senza picchi di alte potenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il WiFi, ma anche Hiperlan e WiMax, potrebbero essere le soluzioni giuste per poter migliorare l&#039;ambiente e ridurre le radiazioni elettromagnetiche intorno a noi, sostituendo radio, televisione, cellulari con una unica rete fitta di access-point a bassa potenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi scontro quotidianamente con queste problematiche ma fino a quando non ci sarà una maggiore diffusione di questa cultura, abbinata ad un senso sociale maggiore, sarà sempre molto difficoltoso superarle.  
    </content:encoded>

    <pubDate>Tue, 08 Jan 2008 22:18:35 +0100</pubDate>
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    <title>Vaccini contro nicotina e cocaina</title>
    <link>http://blog.agazzone.it/archives/2008/01/03/91-Vaccini-contro-nicotina-e-cocaina.html</link>
            <category>Salute</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Paolo Agazzone)</author>
    <content:encoded>
    Alcuni scenziati stanno lavorando ad un vaccino che renda inefficace l&#039;effetto delle droghe (nell&#039;articolo si parla di cocaina e nicotina), in modo da aiutare coloro che hanno sviluppato una dipendenza da tali sostanze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Queste tecniche si basano sul funzionamento del sistema immunitario umano, insegnandogli a riconoscere le molecole delle droghe che circolano nel sangue al pari di virus e facendo in modo che gli anticorpi si leghino ad esse rendendole inefficaci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.thestar.com/News/Ideas/article/287513&quot; title=&quot;Articolo sul vaccino contro le droghe&quot;&gt;Un articolo su The Star&lt;/a&gt; afferma che il vaccino è già stato sperimentato nel 2003 su 10 persone che non riuscivano a smettere di assumere cocaina. In 3 mesi è stato misurato un calo di dipendenza pari al 70%.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono state effettuate prove anche contro la nicotina, e pare che nell&#039;arco di 3 anni i vaccini saranno disponibili sul mercato.  
    </content:encoded>

    <pubDate>Thu, 03 Jan 2008 19:09:08 +0100</pubDate>
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    <title>Attenti a quella pubblicità sull'omeopatia</title>
    <link>http://blog.agazzone.it/archives/2007/12/13/76-Attenti-a-quella-pubblicita-sullomeopatia.html</link>
            <category>Salute</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Paolo Agazzone)</author>
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    &lt;div class=&quot;serendipity_imageComment_left&quot; style=&quot;width: 173px&quot;&gt;&lt;div class=&quot;serendipity_imageComment_img&quot;&gt;&lt;!-- s9ymdb:54 --&gt;&lt;img width=&quot;173&quot; height=&quot;230&quot;  src=&quot;http://blog.agazzone.it/uploads/omeopatia-samuel-hahnemann.blogThumb.jpg&quot; alt=&quot;Samuel Hahnemann&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;serendipity_imageComment_txt&quot;&gt;Samuel Hahnemann, il fondatore dell&#039;omeopatia.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Poco fa ho appena sentito nuovamente una pubblicità su Radio DJ sull&#039;omeopatia. Mi chiedo perchè le associazioni consumatori non intervengano, impedendo la mal informazione alla gente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cos&#039;è veramente l&#039;omeopatia? Molte persone pensano che si tratti di un metodo per curare problemi e malattie che fa uso di medicine naturali a base di piante ed erbe. Niente di più falso: quella è erboristeria, non omeopatia. L&#039;omeopatia è una tecnica terapeutica secondo la quale per curare un individuo, è necessario assumere delle sostanze che creano in lui gli stessi sintomi che causano i suoi problemi. Per evitare l&#039;intossicazione, si diluiscono queste sostanze in un eccipiente (una sostanza che non ha alcun effetto, come per esempio l&#039;acqua), al punto di avere solo una parte infinitesimale di principio attivo. Come si può evincere, è evidente che l&#039;omeopatia NON può funzionare, può solo suggestionare il paziente e quindi creare in lui un effetto &quot;placebo&quot;, una tranquillità psicologica derivata dal fatto di credere aver assunto un medicinale. Un &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Omeopatia&quot; title=&quot;Omeopatia su Wikipedia&quot;&gt;approfondimento in merito&lt;/a&gt; lo si trova anche su wikipedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;omeopatia si basa inoltre su un concetto chiamato &quot;memoria dell&#039;acqua&quot;, secondo il quale, mettendo un solvente a contatto con un principio attivo e agitando (dinamizzazione), il solvente ne acquisisce le caratteristiche terapeutiche. Tutti gli studi scientifici effettuati hanno dimostrato che questo in realtà non avviene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su ogni prodotto omeopatico è riportato il suo fattore di &lt;em&gt;diluizione&lt;/em&gt;. Questo parametro si esprime con un numero e una lettera (C o D). D significa che le diluizioni sono decimali, mentre C significa che le diluizioni sono centesimali. Per ottenere un prodotto con fattore di diluizione 12C si prende 1 grammo di principio attivo e si diluisce in 100 grammi di solvente; si agita (dinamizzazione) e si prende 1 grammo di quella miscela e si diluisce in 100 grammi di solvente. Questa procedura si ripete per 12 volte. Citando Wikipedia, alla fine di questo processo nel prodotto finale con diluizione 12C si ha una quantità di principio attivo in un una proprorzione pari a una goccia in tutto l&#039;Oceano Indiano, e in un prodotto 12D equivale ad una goccia in 25 piscine olimpioniche. Nella pratica questo significa che nella nostra dose di medicina omeopatica probabilmente non troveremo nemmeno una molecola di principio attivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un esempio pratico che posso riportarvi è questo: un farmacista della zona ha consigliato ad una persona che conosco un rimedio omeopatico contro la congiuntivite. Questo rimedio si chiamava &quot;Allium&quot;, cioè il nome latino dell&#039;aglio. Siccome l&#039;aglio può creare irritazioni all&#039;occhio, per il principio omeopatico, somministrando una sostanza che crea gli stessi sintomi, l&#039;organismo dovrebbe reagire e curare i disturbi. Questo rimedio omeopatico aveva diluizione 24D, e costava 7 euro!!! Questo significa che quel farmacista ha venduto per 7 euro delle &quot;caramelline&quot; nelle quali trovare una molecola di aglio in tutta la confezione sarebbe stato come vincere al Super Enalotto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Citando un caro amico (Vihai), l&lt;em&gt;&#039;effetto di una medicina omeopatica è identico a quello che può derivare da una stregoneria&lt;/em&gt;. E la cosa sconcertante è che questi prodotti vengono venduti in farmacia. La farmacia dovrebbe essere presidiata da medici e professionisti che siano in grado di consigliare rimedi efficaci, e non vendere fuffa. Se un medico o un farmacista consiglia prodotti omeopatici, le cose che posso dedurre sono solo due: o è una persona incompetente, che non sa cosa sta facendo, e mi fa paura pensare che possano esistere medici così, o ne è consapevole e lo sfrutta come sistema di guadagno, approfittandosi a scapito delle persone che non hanno sufficiente cultura per discriminare queste cose. In entrambi i casi questo fa capire quanto sia professionale quella persona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E per concludere, se io gestissi un&#039;emittente radiofonica, per nessuna somma di denaro trasmetterei una pubblicità ingannevole e subdola, che invita a ricorrere all&#039;omeopatia.  
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    <pubDate>Thu, 13 Dec 2007 23:16:00 +0100</pubDate>
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